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L’importanza della spiritualità per la salute

22/11/2013

Normalmente gli operatori della sanità sono modellati sul paradigma scientifico della modernità che ha operato una separazione drástica tra corpo e mente, tra esseri umani e natura. Ha creato molte specialità che hanno apportato tanti benefici per stabilire la diagnosi delle malattie e anche per il tipo di cura da adottare. Riconosciuto questo merito, non si può dimenticare che è andata perduta la visione olistica: l’essere umano inserito nel tutto maggiore della società, della natura e delle energie cosmiche; la malattia come frattura in questa totalità; la cura come reintegro nella medesima.

C’è un’istanza in noi che risponde alla coltivazione di questa totalità che ha cura dell’asse portante della nostra vita: è la dimensione dello spirito. Spiritualità viene da spirito.Spiritualità è coltivare ciò che è proprio dello spirito, cioè la sua capacità di progettare visioni unificatrici, di mettere in relazione tutto con tutto, di allacciare e ri-allacciare tutte le cose fra loro e con la Fonte Origine di ogni essere.

Se lo Spirito è relazione e vita, il suo opposto non è né la materia né il corpo, ma è la morte come assenza di relazione. In questa accezione, spiritualità è qualsiasi atteggiamento o attività che favorisca l’espansione della vita, la relazione cosciente, la comunione aperta, la soggettività profonda e la trascendenza come modo di essere, sempre disposto a nuove esperienze e a nuove conoscenze.

Neurologi e studiosi del cervello hanno identificato la base biologica della spiritualità. È situata nel lobo frontale del cervello. Hanno verificato empiricamente che tutte le volte che si captano i contesti più globali o avviene un’esperienza significativa di totalità oppure quando si abbordano in forma esistenziale (non come oggetto di studio) realtà ultime cariche di senso e che producono atteggiamenti di venerazione, di devozione e di rispetto, si verifica un’accelerazione delle vibrazioni in hertz dei neuroni situati in quel punto. Hanno chiamato questo fenomeno «Punto Dio» nel cervello oppure dell’emergenza della «mente mistica» (Zohar, QS: Inteligência Espiritual, 2004).

Si tratta di una specie di organo interiore attraverso il quale si capta la presenza dell’ineffabile dentro la realtà. Questo fatto è un vantaggio evolutivo dell’essere umano che, in quanto uomo-spirito percepisce la Realtà Fontale che sostenta ogni cosa. E’ noto che può – in modo sorprendente – intavolare un dialogo e ercare una connessione interiore con detta Raltà. Tale possibilità lo onora, perché lo spiritualizza, lo porta a più alti gradi di percezione dell’Anello che lega e ri-lega tutte le cose. Si sente inserito nel Tutto.

Questo «Punto Dio» si rivela attraverso valori intangibili come più compassione, solidarietà, maggior senso di rispetto e di dignità. Svegliare questo punto, togliere le ceneri con cui una cultura troppo razionalistica e materialistica lo ha coperto, significa permettere alla spiritualità di affiorare nella vita delle persone. Questo viene percepito come entusiasmo (che in greco vuol dire’ avere un dio dentro’) che ci prende e ci rende sani ed eccita la voglia di vivere e di creare in continuazione nuovi significati all’esistenza.

Che importanza diamo a questa dimensione spirituale nella cura della salute e della malattia? La spiritualità possiede una formula creativa propria. Non si tratta assolutamente di pratiche magiche e esoteriche. Si tratta di potenziare le energie proprie della dimensione spirituale valide quanto l’intelligenza, la libido, il potere, l’affetto tra le altre dimensioni dell’umano. Queste energie sono altamente positive come amare la vita, aprirsi agli altri, stabilire lacci di fra ternità e di solidarietà, essere capaci di perdono, di misericordia e indignazione davanti alle ingiustizie diquesto mondo come fa in modo esemplare papa Francesco.

Oltre a riconoscere tutto il valore alle terapie note, esiste anche un «Supplément d’âme», come direbbero i francesi. Questo vuole segnalare un complemento di quello che già esiste, ma lo rafforza e lo arricchisce con i fattori provenienti da altre fonti di cura. Il modello stabilito in medicina non detiene, certo, il monopolio di diagnosi e cura. È qui che la spiritualità trova il suo posto.

La spiritualità rafforza nelle persone, in primo luogo, la fiducia nelle energie rigeneratrici della vita, nella competenza del medico/a, nella cura diligente dell’infermiere. Sappiamo dalla psicologia del profondo e da quella transpersonale del valore terapeutico della fiducia nello conduzione della convivenza. Avere fiducia significa, fondamentalmente, affermare: la vita ha senso, essa vale la pena, essa detiene un’energia interna che l’autoalimenta. Essa è preziosa. Questa fiducia appartiene a una visione spirituale del mondo.

Appartiene alla spiritualità la convinzione che la realtà che noi captiamo è maggiore di quanto ci dicono le analisi. Possiamo avere accesso ad essa attraverso i sensi interni, con l’intuizione attraverso i segreti cammini della ragione cordiale. Si percepisce che esiste un ordine al di sotto di quello sensibile come sosteneva sempre il grande fisico quantico, Premio Nobel, David Bohm, alunno prediletto di Einstein. Questo ordine soggiacente è responsabile per gli ordini visibili e sempre può regalarci sorprese. Non raramente i medici stessi si meravigliano per la rapidità con cui alcuni guariscono o
addirittura, in casi dati per irreversibili, regrediscono e finiscono per portare alla guarigione. In fondo è credere che l’invisibile e l’imponderabile sono parte del visibile e del prevedibile.

Appartiene pure al mondo spirituale la speranza imperitura che la vita non termina con la morte, ma che attraverso la morte si trasfigura. I nostri sogni di tornare alla vita normale lanciano energie positive che contribuiscono alla rigenerazione della vita malata.

Forza maggiore, d’altra parte, è la fede di sentirsi sulla palma della mano di Dio. Abbandonarsi con fiducia alla sua volontà desiderare ardentemente la guarigione, ma anche accogliere serenamente la sua volontà di chiamarci vicino a lui: ecco la presenza dell’energia spirituale. Noi non si muore. Dio viene a prenderci per portarci al
posto a cui apparteniamo da sempre, a casa sua e alla sua tavola. Tali condizioni spirituali funzionano come fonti di acqua viva, generatrice di guarigione e di potenza di vita. È il frutto della spiritualità.

L.Boff ha scritto con Jean Yves Leloup e altri Espirito e Saude, Vozes, 2007.

Traduzione di Romano Baraglia.

4 Comentários leave one →
  1. 23/11/2013 0:36

    Reblogged this on BABAJI.

  2. 23/11/2013 0:48

    Grazie , un cordiale saluto da Roma ; sono un medico junghiano in terapia nella Caput Mundi !

  3. Luiz De Freitas permalink
    23/11/2013 1:10

    … David Bohn nao recebeu o premio nobel!

  4. Paula Ângela Maria Torres de Oliveira permalink
    23/11/2013 8:13

    Convivi com a generosidade pura de pessoas simples e sem instrução mas dignas de toda a sabedoria que em seu alforje e fala traziam. Inúmeras foram as comprovações e buscas por um único motivo: em mim despertavam admiração e respeito.
    Oportunamente deixo o incompreendido: “rift” “hertz”.. Apesar de não ter comprometido o entendimento desperta a curiosidade do saber, sem que ao redor delas gire todas as outras.

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