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Gli aerei senza pilota, la violazione più codarda dei diritti umani

20/12/2013

Viviamo in un mondo in cui i diritti umani sono violati, praticamente a tutti i livelli, famigliare, locale, nazionale e planetario. Il documento annuale di Amnesty International, del 2013, che si riferisce al 2012 e riguarda 159 paesi, fa esattamente questa dolorosa costatazione. Invece di progredire nel rispetto della dignità umana e nei diritti delle persone, dei popoli e degli ecosistemi, stiamo regredendo al livello della barbarie. Le violazioni non conoscono frontiere e le forme di questa aggressione sono ogni volta più sofisticate.

La forma più codarda è l’azione dei droni, aerei senza pilota che, da una base del Texas, condotti da un giovane militare, davanti ad uno schermo di un computer, come se stesse giocando, puntano ad identificare un gruppo di afghani che stanno celebrando un matrimonio in cui presumibilmente deve essere presente qualche guerrigliero di Al Quaeda. Basta questa supposizione per, con un piccolo click, lanciare una bomba che stermina tutto il gruppo con molte madri e bambini innocenti.

Questa è la forma perversa della guerra inaugurata da Bush e portata avanti criminalmente dal presidente Obama che non ha mantenuto le promesse della sua campagna elettorale in riferimento ai diritti umani, così come sul carcere di Guantanamo o sulla soppressione del Patriot Act (antipatriottico) con cui qualsiasi persona, negli Stati Uniti può essere imprigionata per terrorismo, senza bisogno di avvisare la sua famiglia. Ciò significa sequestro illegale che noi in America Latina conosciamo assai bene. In termini economici e allo stesso tempo per i diritti umani, si sta producendo una autentica latinoamericanizzazione degli Stati Uniti, nello stile dei momenti peggiori delle nostre dittature militari. Oggi, secondo lo stesso documento citato di Amnesty Intarnational, gli Stati Uniti sono il paese che viola di più i diritti della persona e dei popoli.

Con la massima indifferenza, come un imperatore romano assoluto, Obama nega di poter dare qualsiasi motivazione in merito allo spionaggio mondiale che fa capo al suo governo con la scusa della sicurezza nazionale, coprendo campi che vanno dallo scambio di e-mail affettuose tra innamorati, fino ai commerci riservati e miliardari di Petrobrás, violando il diritto alla privacy delle persone e la sovranità di tutto un paese. La sicurezza annulla la validità dei diritti irrinunciabili.

Il continente che soffre maggiori violazioni è l’Africa. E’ il continente dimenticato e devastato. Le grandi multinazionali e la Cina comprano terre (land grabbing) per produrre in esse alimenti per le loro popolazioni. Questa è una neocolonizzazione più perversa della precedente.

Le migliaia e migliaia di rifugiati e migranti a causa della fame, della erosione delle loro terre sono più vulnerabili. Costituiscono una sottoclasse di persone respinte da quasi tutti i paesi “in una globalizzazione della insensibilità” come la chiamò Papa Francesco. La situazione di molte donne, dice il documento di Amnesty International è drammatica. Sono più della metà della popolazione mondiale, molte di loro soggette a violenze di ogni tipo, in varie parti dell’Africa, dell’Asia, per di più sottoposte obbligatoriamente alla mutilazione genitale

La situazione del nostro paese è preoccupante, dato il livello di violenza diffusa ovunque. Direi che non è violenza ma piuttosto che siamo posizionati su strutture di violenza sistematica che grava su più della metà della popolazione afroamericana, sugli indigeni che lottano per mantenere le loro terre contro la voracità irrefrenabile del mercato alimentare, sui poveri in generale e sui LGTB, discriminati e perfino assassinati. Poiché mai realizziamo una riforma agraria, né politica e né tributaria, vediamo che le nostre città si riempiono di centinaia e centinaia di comunità povere (favelas) dove il diritto alla salute, alla scuola, alle infrastrutture e alla sicurezza sono assicurati in maniera del tutto carente.

Il fondamento ultimo della realizzazione dei diritti umani risiede nella dignità di ciascuna persona e nel rispetto che le è dovuto. Dignità significa che essa è portatrice di spirito e di libertà che le permettono di modellare la sua stessa vita. Il rispetto è il riconoscimento che ogni essere umano possiede un valore intrinseco, è un fine in se stesso, e giammai un mezzo per nessun’altra cosa.

Davanti ad ogni essere umano, per anonimo che sia, tutto il potere incontra il suo limite, anche lo Stato.

Il fatto è che viviamo in un tipo di società mondiale che ha posto l’economia come suo asse strutturale. La ragione è solamente utilitarista e tutto, persino la persona umana, come denuncia Papa Francesco, è convertito in un “bene di consumo che, una volta usato, si può scartare”. In un società del genere non vi è posto per i diritti, ma solo per gli interessi. Persino il diritto sacro al cibo e al bere sono garantiti a chi unicamente può pagare. Se non può, sarà ai piedi della mensa, insieme ai cani, sperando in qualche briciola che cada dalla tavola ripiena degli epuloni.

In questo sistema economico, politico e commerciale si stabiliscono le cause principali, non esclusive, che portano permanentemente alla violazione della dignità umana. Il sistema vigente non ama le persone, ma soltanto la loro capacità di produrre e di consumare. Del resto, sono solamente avanzi, olio consumato nella produzione.

Lo scopo quindi inoltre da umanitario ed etico si fa principalmente politica: come trasformare questo tipo di società malvagia in una società in cui gli esseri umani possano comportarsi umanamente ed acquisire diritti basilari. In caso contrario, la violenza è la norma.

Traduzione di Carlo Felice

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