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La filosofia cinese dell’aver cura: il Feng Shui

05/03/2014

Uno dei vantaggi della globalizzazione,  che non è soltanto economico-finanziario, ma anche culturale, è quello di permetterci di cogliere i valori poco sviluppati nella nostra cultura occidentale.

Nel caso, abbiamo che fare con il Feng-Shui cinese. Letteralmente significa vento (feng) e acqua (shui). ll vento porta il Qi, l’energia universale e l’acqua lo trattiene. Personalizzando  significa “Il maestro delle ricette”: il saggio che, a partire dalla sua osservazione della natura e dalla sottile sintonia con il Qi, l’energia universale, indicava come si monta correttamente una casa di abitazione.

Beatrice Bartoly, della quale io sono stato orientatore, nella sua brillante tesi di filosofia all’Università di Rio de Janeiro, scrive: “il Feng Shui ci rimanda a una forma di zelo premuroso” – noi diremmo pieno d’attenzioni e tenero – “verso aspetti banali della nostra esistenza, aspetti che in Occidente, per lungo tempo, sono stati  screditati e disprezzati: aver cura delle piante, degli animali, mettere in ordine la casa, curare la pulizia e la manutenzione delle stanze, preparare i cibi, ornare il quotidiano con la prosaica, e, allo stesso tempo, maestosa bellezza della natura. Tuttavia più che le costruzioni e le opere umane sono il loro comportamento e agire l’obiettivo maggiore di questa filosofia di vita, dato che, più che ai risultati, il Feng-Shui guarda al processo. È l’esercizio di abbellimento che importa, più che i bei scenari che si vuole costruire. Il valore sta nell’agire non nel suo effetto, nella condotta e non nell’opera.”

Come si capisce, la filosofia Feng-Shui mira piuttosto al soggetto che all’oggetto, alla persona prima che all’ambiente e alla casa in sé. La persona deve lasciarsi coinvolgere nel processo, sviluppare la percezione dell’ambiente, captare i flussi energetici e i ritmi della natura. Deve assumere una condotta in armonia con gli altri, con il cosmo e con i processi ritmici della natura. Quando avrà creato questa ecologia interiore, sarà in grado di organizzare con successo la sua ecologia esteriore.

Più che scienza e arte, il Feng Shui è fondamentalmente un’etica ecologico-cosmica su come aver cura della corretta distribuzione del Qi nel nostro intero ambiente.

Nelle sue molteplici sfaccettature il Feng Shui rappresenta una sintesi rifinita della cura della forma, come si organizza il giardino, la casa o l’appartamento, con l’armoniosa integrazione degli elementi presenti. Possiamo perfino dire che i cinesi come i greci classici sono gli instancabili ricercatori dell’equilibrio dinamico in tutte le cose.

Il supremo ideale della tradizione cinese che ha incontrato nel buddismo e nel taoismo la sua migliore espressione, rappresentata da Laozi o Laotse (V-VI sec a.C.) e da Zhuangzi o ChuangTzu (IV-V sec.a.C.),  consiste nel procurare l’unità mediante un processo di integrazione delle differenze, specialmente di quelle conosciute polarità di yin/yang, maschile/femminile, spazio/tempo, celeste/terreno, tra le altre. Il Tao rappresenta questa integrazione, realtà ineffabile con la quale la persona cerca di unirsi.

Tao significa cammino e metodo, ma anche l’Energia  che produce tutti i cammini e progetta tutti i metodi. Lui è inesprimibile a parole, davanti a Lui vale un rispettoso silenzio. Soggiace alla polarità del yin e yang e attraverso questi si manifesta. L’ideale umano è arrivare a una unione così profonda con il Tao che si produca la satori, l’illuminazione. Per i Taoisti il bene supremo non si conquista nell’aldilà come per i cristiani, ma già nel tempo e nella storia, mediante un’esperienza di non-dualità e di integrazione nel Tao.  Alla morte la persona si tuffa nel Tao e si unifica con lui.

Per raggiungere questa unione, è imprescindibile la sintonia con l’energia vitale che sfiora il cielo e la terra: il Qi. Qi è intraducibile ma equivale a alla ruah degli ebrei, al neuma dei greci, allo spirito dei latini e allo axé degli  yoruba/nagô, al vuoto quantico dei cosmologi:
espressioni che designano  l’Energia suprema e cosmica che soggiace e sostenta tutti gli esseri.

E’ in forza del Qi che tutte le cose si trasformano (vedi il libro I Ching, il libro delle mutazioni) e si mantengono permanentemente in processo. Fluisce nell’essere umano attraverso i meridiani dell’agopuntura. Circola nella Terra attraverso le vene telluriche sotterranee, composte dai campi elettromagnetici distribuiti lungo i meridiani dell’ecopuntura che  incrociano la superficie terrestre. Quando il Qi si espande significa vita, quando si rapprende, morte. Quando acquista peso, si presenta come materia, quando diventa sottile, come spirito. La natura è la combinazione saggia dei vari stati del Qi, dai più pesanti ai più leggeri.

Quando il Qi emerge in un determinato luogo, sorge un paesaggio ameno, con brezze soavi e acque cristalline, montagne sinuose e valli verdeggianti. Un invito perché l’essere umano vi si stabilisca. Oppure trova un appartamento nel quale si sente “in casa”.

La visione cinese del mondo privilegia allo spazio, a differenza dell’Occidente che privilegia il tempo. Lo spazio per il Taoismo è il luogo dell’incontro, del convivio, delle interazioni di tutti con tutti, dato che tutti sono portatori di energia, Qi permea lo spazio. La suprema espressione dello spazio si realizza in casa, nel giardino o nell’appartamento ben curato.

Se l’essere umano vuole essere felice, deve sviluppare la topofilia, l’amore alla terra dove abita e dove costruisce la sua casa il suo giardino e ammobilia il suo appartamento. Il Fen Shui è l’arte e la tecnica per costruire bene la casa, il giardino e decorare l’appartamento con senso di armonia e di bellezza.

Di fronte allo smantellamento della cura e alla grave crisi ecologica attuale, la millenaria sapienza del Feng Shui ci aiuta a rifare l’alleanza di simpatia e di amore con la natura. Questa condotta ricostruisce l’abitazione umana (che i greci chiamavano ethos) basata sulla cura e le sue molteplici risonanze come la tenerezza, la carezza e la cordialità.

Leonardo Boff ha scritto: Spiritualità per un altro mondo possibile, Queriniana, Brescia 2009.

Traduzione di Romano Baraglia

5 Comentários leave one →
  1. 06/03/2014 21:04

    Odeciomendesrocha Mendes Rocha
    22 de fevereiro próximo a Fortaleza
    Odeciomendesrocha Mendes Rocha LINK PERMANENTE
    2
    2/02/2014 20:24
    Por favor: Seu comentário está aguardando moderação.
    FIM DA ECONOMIA CLÁSSICA E O ADVENTO DO COMUNISMO
    Quando escreví “O Reino da Liberdade” há 07 (sete) anos atrás, pouca gente entendeu o que eu estava escrevendo. Foi publicado em d
    ois jornais locais aqui de fortaleza “O Povo” e “A Folha do Ceará”. Depois publiquei na Internet, no meu blog, neste site do Leonardo Boff e em outros. Agora vou para as vias de fato.
    O trabalho abstrato perdeu a sua dimensão ontológica. Não há mais razão para sua existência. Ele era a raiz de toda a economia milenar que produzia valor.
    A idéia sobre o fim do trabalho abstrato, da economia sem valor, do dinheiro sem valor remete-nos 24 séculos de espera.
    Quem primeiro pensou numa sociedade sem trabalho, com a produção zero valor e o dinheiro sem valor, foi o filósofo Aristóteles ( séc IV a.C.), quando disse: “Se o tear (instrumento artesanal de fiação) trabalhasse sozinho, não precisaria de senhor nem de escravo”. Esta idéia foi retomada por Karl Marx em 1857-8, no seu livro os Grundrisse (Borrões, em 03 vols.), onde ele resgata Aristóteles com a nova roupagem tecnológica atual.
    A Cibernética de Norbert Wiener e sua extensiva informática que culminou na robótica, abriu as portas para o comunismo, com esta revolução eletrônica que estamos a passar.
    O próprio capitalismo inventou a corda para se enforcar – o comunismo cibernético.
    A robótica que quase eliminou com o espaço/tempo, acabou extinguindo com o trabalho abstrato (entidade social que criava valor, segundo Marx), com o valor da produção e liquidou com o valor do dinheiro, que é a manifestação do trabalho abstrato e o valor.
    Esta nova civilização que haverá de vir brevemente, eliminará com os problemas climáticos e ecológicos, pois foi a sociedade consumista que provocou o desastre ecológico. Não haverá mais consumismo na nova civilização.
    Estamos chegando à Terra Prometida. Estamos entrando numa sociedade onde haverá pouco trabalho e muito ócio criativo, como sonhava Karl Marx no reino da liberdade.
    Não chamem os Ludista, como a matéria publicada na revista “Carta Capital” da semana passada. Não precisamos quebrar as máquinas para que retorne o emprego estrutural. Deixem a robótica evoluir até chegar ao comunismo cibernético – sonho da humanidade há 2.400 anos.

  2. 06/03/2014 21:08

    Odeciomendesrocha Mendes Rocha
    22 febbraio vicino a Fortaleza
    Odeciomendesrocha Mendes Rocha PERMALINK
    2
    2014/02/02 20:24
    Nota bene : Il tuo commento è in attesa di moderazione.
    FINE DI ECONOMIA CLASSICA E AVVENTO DEL COMUNISMO
    Quando ho scritto ” Il Regno della libertà ” Ci sono 07 (sette) anni fa, poche persone capito quello che stavo scrivendo . E ‘stato pubblicato in d
    giornali locali OIS qui fortezza ” The People ” e ” Il Foglio del Ceará . ” Dopo che ho pubblicato su Internet , nel mio blog , questo sito di Leonardo Boff ed altri . Ora ho intenzione di colpi .
    Il lavoro astratto perso la sua dimensione ontologica . Non vi è più ragione per la sua esistenza . E ‘stata la radice di ogni economia antica che ha prodotto valore .
    L’ idea sull’ordine del lavoro astratto , l’ inutile economia , il denaro senza valore ci vogliono 24 secoli di attesa .
    Chi per primo ha pensato di una società senza lavoro , con lo zero valore della produzione e il denaro senza valore , fu il filosofo Aristotele ( IV secolo aC ) , quando disse : “Se il telaio (cablaggio strumento fatto a mano ) che lavorano da soli , non hanno bisogno di voi né il schiavo . ” Questa idea è stata ripresa da Karl Marx nel 1857-8 , nel suo libro Grundrisse ( macchie , in 03 voll. ) , Dove si salva Aristotele con la nuova veste tecnologico di oggi .
    La cibernetica di Norbert Wiener e il suo vasto del computer che culminano nella robotica , ha aperto la porta al comunismo , con questa rivoluzione elettronica che stiamo vivendo .
    Il capitalismo stesso ha inventato la corda per impiccarsi – il comunismo cibernetico .
    Robotic quasi eliminato con lo spazio / tempo , alla fine estinta con l’opera astratta ( entità sociale che ha creato valore , secondo Marx ) , con il valore della produzione e liquidato valore del denaro , che è la manifestazione del lavoro e valore astratto .
    Questa nuova civiltà che arriverà presto , per eliminare i problemi climatici ed ecologici , perché è stata la società consumistica che ha causato il disastro ecologico . Non più il consumismo nella nuova civiltà .
    Ci avviamo verso la Terra Promessa . Stiamo entrando in una società dove ci sarà poco lavoro e il tempo libero creativo , come Karl Marx sognava nel regno della libertà .
    Non chiamare il luddista , come l’articolo pubblicato sulla rivista ” Lettera maiuscola ” la scorsa settimana . Non c’è bisogno di rompere le macchine per restituire l’impiego strutturale. Lasciate che la robotica si evolvono per raggiungere il comunismo cibernetico – il sogno dell’umanità 2.400 anni fa sitesGlobal Market Finder

    • 08/03/2014 19:28

      Mendes Rocha,
      Seu pensamento é para o meu gosto muito abstrato e problemático. Não pretendeo, desculpe, entrar nesse tipo de discussão que nos levaria longe demais e para isso não tenho o tempo necessário.
      abraço
      lboff

    • 08/03/2014 19:36

      Mendes Rocha,
      Seu pensamento é muito complexo e abstrato. Custa-me entrar nesse tipo de discussão. Mas respeito sua opinião.
      lboff

      • 10/03/2014 19:44

        Leonardo Boff
        Muito obrigado pelo seu acolhimento em seu site. Respeito muito sua posição intelectual.
        Se todos os pensamentos filosóficos fossem fácil de entender não seria Filosofia.
        A primeira vez que eu lí o seu livro ” A Trindade, A Sociedade e A Libertação” (l986), também não compreendi como você estava querendo colocar a Trindade no projeto popular …
        Eu o admiro muito como Teólogo e como grande intelectual.
        Um grande abraço
        odécio mendes rocha

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