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L’essere umano: la parte cosciente e intelligente della Terra

30/05/2014

L’essere umano cosciente non deve essere considerato a parte dal processo dell’evoluzione. Questo rappresenta un momento specialissimo della complessità delle energie, delle informazioni e della materia della Madre Terra. I Cosmologi ci dicono che una volta raggiunto un certo livello di connessioni al punto da creare una specie di vibrazioni all’unissono, la Terra fa irrompere la coscienza e, con questa, l’intelligenza, la sensibilità e l’amore.

L’essere umano è quella porzione della Madre Terra che, in un momento avanzato della sua evoluzione, ha cominciato a sentire, a pensare, ad amare, ad aver cura devozione e rispetto. È nato, così, l’essere più complesso che noi conosciamo: l’homo sapiens sapiens. Per ciò, secondo il mito antico della cura, da humus (terra feconda) derivò l’homo/uomo e da Adamah (terra fertile, in ebraico) ha avuto origine Adam – Adamo (figlio/figlia della terra).

In altre parole, noi non stiamo fuori né sopra la Terra viva. Siamo parte di lei, insieme agli altri esseri da lei generati. Non possiamo vivere senza la Terra, sebbene lei possa continuare la sua traiettoria senza di noi. A causa della coscienza e dell’intelligenza siamo esseri con una caratteristica speciale: a noi fu affidata la guardia e la cura della Casa Comune. Meglio ancora: a noi tocca vivere e continuamente rifare il contratto naturale tra Terra e Umanità, visto che la sostenibilità dipende interamente dalla sua osservanza.

Questa reciprocità Terra-Umanità viene assicurata meglio se metteremo in funzione la ragione intellettuale, quella strumentale-analitica, con la ragione sensibile e cordiale. Convinciamoci sempre di più che siamo esseri impregnati di affetto e di capacità di sentire, di incidere sull’ambiente e di subirne gli andamenti. Tale dimensione possiede una storia di milioni di anni, da quando sorse la vita 3,8 miliardi di anni fa. Da lei nascono le passioni, i sogni e le utopie che muovono gli esseri umani all’azione. Questa dimensione, chiamata anche intelligenza emozionale è stata calpestata nella modernità il nome di una pretesa oggettività dell’analisi razionale. E oggi sappiamo che tutti i concetti, idee e visioni del mondo arrivano impregnati di affetto e di sensibilità (M. Maffesoli, l’Elogio della ragione sensibile, Petropolis, 1998).

L’inclusione cosciente e indispensabile dell’intelligenza emozionale con la ragione intellettuale ci spinge più facilmente alla cura e al rispetto della Madre Terra e dei suoi esseri.

Insieme a questa intelligenza intellettuale e emozionale esiste nell’essere umano anche l’intelligenza spirituale. Essa non è un dato esclusivo dell’essere umano, ma secondo rinomati cosmologi, una delle dimensioni dell’universo. Lo spirito e la coscienza hanno il loro posto all’interno del processo cosmogenico. Possiamo dire che essi stanno prima nell’universo e dopo nella terra e nell’essere umano. La distinzione tra lo spirito della Terra e dell’universo e il nostro spirito non è di principio ma di grado. Questo spirito è in azione fin dal primissimo momento successivo al big bang. E esso è quella capacità che l’universo mostra di fare di tutte le relazioni e interdipendenze una unità sinfonica. Il suo compito è realizzare quello che alcuni fisici quantici (Zohar, suiSwimme e altri) chiamano olismo relazionale: articolare tutti i fattori, fare convergere tutte le energie, coordinare tutte le informazioni e tutti gli impulsi verso l’alto e in avanti in modo da formare un Tutto e perché il cosmo appaia di fatto come Cosmo (qualche cosa di ordinato) e non semplicemente la giustapposizione di entità o il caos.

E’ in questo senso che non pochi scienziati (A. Goswami, D.Bohm, B. Swimme e altri) parlano dell’universo autocosciente e di un proposito che perseguito dall’insieme delle energie in azione. E non ci sono argomenti per negare questo percorso: dalle energie primordiali siamo passati alla materia, dalla materia alla complessità, dalla complessità alla vita e dalla vita alla coscienza che negli esseri umani si realizza come autocoscienza individuale, e dall’autocoscienza siamo passati alla noosfera (Theilard de Chardin) con la quale noi ci sentiamo una mente collettiva.

Tutti gli esseri partecipano in qualche modo dello spirito, per quanto sembrino del tutto «inerti», come una montagna o una roccia. Anch’essi stanno evolvendo in una incontabile rete di relazioni, relazioni queste che sono la manifestazione dello spirito. Formalizzando potremmo dire: lo spirito in noi è quel momento della coscienza in cui essa sa di se stessa, si sente parte di un tutto maggiore e percepisce che un anello misterioso lega e rilega tutti gli esseri, facendo che ci sia un cosmo e non un caos.

Questa comprensione risveglia in noi un sentimento di appartenenza a questo Tutto, di parentela con gli altri esseri della creazione, di stima per il loro valore intrinseco, per il semplice fatto di esistere e di rivelare qualcosa del mistero dell’universo. Parlando di sostenibilità nel suo significato più globale, dobbiamo incorporare questo momento di spiritualità cosmica terrena e umana, perché sia completa e integrale e per potenziare la sua forza di sostenibilità.

Traduzione di Romano e Lidia Baraglia

 

 

2 Comentários leave one →
  1. 30/05/2014 17:27

    Republicou isso em luveredas.

  2. 06/06/2014 10:09

    Mucho bueno

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