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A crucificação e a ressurreição da Terra

04/04/2015

De um velho amigo italiano, ANTONIO VERMIGLI que sempre vem ao Brasil para apoiar projetos que a ONG a que pertence, leva avante nos meios pobres e que se dispos a ajudar no projeto FOME ZERO, recebi esta reflexão de Páscoa que bem cabe para os dias turbulentos e contraditórios em que vivemos. A Terra, embora crucificada, continua florindo e nos oferecendo os bens e serviços que sustentam nossa vida e de toda a comunidade de vida. E nós, em contrapartida, pouco ou nada fazemos para baixá-la da cruz e ressuscitá-la. Bem disse Martin Luther King Jr: “Deus escreveu as promessas da ressurreição não apenas no livro mas em cada  folha de árvore na primavera”. Neste espírito primaveril desejamos a todos Feliz Páscoa da ressurreição, não só para nós mas também para toda a carne que biblicamente significa para toda a criação. Lboff
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Cari Leonardo e Marcia,

Dalla finestra del mio studio ammiro la piana assolata come non mai. Piena di sole e limpida al punto di poter quasi contare, in fondo, gli alberi sulle montagne… A seguire in fondo ancora le cime innevate dell’Abetone.
Sotto casa, invece, tutto è in fiore.

Medito questo miracolo della natura mentre, dentro di me, non si attenua il fracasso delle macerie delle cronache quotidiane, socio-politiche, di questo nostro piccolo mondo.

Siamo in pieno Venerdì Santo, il giorno del trionfo dei carnefici, dei traditori e dei mentitori. Il giorno dei fustigatori scannaioli e dei profittatori d’occasione. I giorno delle folle che plaudono ai Barabba e reclamano ingiuste condanne dal potere necrofilo.

Mi viene da piangere, mentre mi sale da dentro un voce:“Quanto tempo ancora questo mondo dovrà restare senz’anima?”.
“Senz’anima”… Se non ricordo male è anche il titolo di una vecchia canzone!

Senz’anima questo mondo prigioniero di se stesso in cui perfino il messaggio evangelico che apre all’altro è stato coartato a verniciare di dignità morale l’indecenza del narcisismo etnico e del patriottismo nazionalistico.

Nella prima delle sue “Maximes Morales” il duca di La Rochefou­cauld scriveva che:

“L’amore per se stessi quando supera il limi­te diventa una perversa pas­sione sia per chi ne è invaso sia soprattutto per gli altri che egli vuole render suoi soggetti di­struggendone l’indipendenza e trasformandola in amore verso di lui. Se l’uomo affetto da tale perversa passione si trova al vertice della società, gli effetti che ne derivano sono ancora più sconvolgenti poi­ché ogni equilibrio tra le varie istituzioni viene distrutto ed ogni libertà confiscata”.
Era il 1657!

Ci sarà un cambiamento, una risurrezione?

Ci ho messo parecchio tempo, anche dopo il mio avvicinamento ai convincimenti interiori di oggi, a capire il perché dell’immagine del Cristo in croce. Ho sempre pensato che le immagini più rappresentative di Gesù fossero quelle di un giovane uomo vitale ed energico oppure del fustigatore del Tempio che con la verga in mano ci libera dai nostri
peggiori ego.

E allora perché quell’icona che si ripete ossessivamente del Gesù in croce e sofferente? Perché risalire sino al Principio deve per noi essere connesso a un’immagine di sacrificio e non di goliardia e vitalità?

Alla fine, forse, ci sono arrivato… ma chissà…

Una vera Spiritualità, sotto qualunque bandiera la si voglia vivere (cristianesimo, islam, paganesimo, buddismo etc) è, tra le altre cose, un metter da parte la propria volontà, i propri capricci individualisti per servire qualcosa di superiore, anche contro i desiderata immediati che ci pone lo Sfidante che portiamo dentro.E’ per questo che Gesù nella sua predicazione insiste nell’invitare a liberarsi da questi ego, da queste volontà individualistiche, e spesso lo fa con linguaggi e gesti simbolici non sempre facili da capire: farsi poveri in spirito, cacciare i mercanti dal nostro tempio, servire per esser grandi.

Nel suo caso di vita esemplare e paradigmatica di uomo che incarnava gli insegnamenti stessi di Dio, questo annullamento dell’Io a favore di un Noi supremo poteva incarnarsi solo nel momento della morte in croce, ossia della massimo rinuncia a se stesso a favore degli altri. Seguire questi insegnamenti significa necessariamente prendersi sulle spalle un pezzetto di questa croce… che si fa sempre più leggera quanto più è condivisa!

Un abbraccio e un augurio

Buona Pasqua,

Antonio Vermigli

7 Comentários leave one →
  1. juventudeitaporanga permalink
    04/04/2015 11:26

    Republicou isso em Juventude de Itaporanga.

  2. 04/04/2015 13:08

    Muito bonita esta reflexão mas há quem não vai ler por não entender o idioma italiano e digo vale postá-lo traduzido! Ele disse a verdade e a verdade deve ser apresentada com clareza e de fácil compreensão para todos os brasileiros que é para quem escreves não é mesmo? A única coisa que não pode ser mascarada ou invertida é a verdade.

  3. 04/04/2015 19:07

    Republicou isso em MariaLDario's Bloge comentado:
    Ética
    Meio Ambiente
    Leonardo Boff

  4. 04/04/2015 19:23

    Olá grande Leonardo! Vai rolar o texto traduzido?

  5. 05/04/2015 17:33

    O Cristo nasceu trigo para morrer pão e esse alimento ensina que não há outro caminho para nutrir a árvore da vida.

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