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Sconfitti alle urne vogliono vincere con il potere e non per vie legali

12/03/2016

Nell’intrigo delle discussioni attuali relative alla corruzione è necessario portare alla luce ciò che sta nascosto e che passa trascurato da occhi poco critici. Che cosa sta nascosto? E’ la volontà pervicace dei gruppi dominanti che non accettano che le masse popolari arrivino a godere dei beni minimi della cittadinanza e vogliono mantenerla dove sempre è stata mantenuta: a bodo campo come esercito di riserva per il loro servizio a basso costo.

L’indagine giuridico-poliziesca sui crimini nella Petrobras che coinvolge grandi imprenditori e il PT, coinvolge pure molti altri partiti, il PPS, il PMDB e il SDB, beneficiati con mazzette e bustarelle per le rispettive campagne . Perché è condotta in modo tale da mettere a fuoco unicamente i membri del PT ? L’obiettivo principale pare che non sia la condanna delle malefatte, che ovviamente devono essere investigate, giudicate e punite. Il fatto è che il PT non è solo in questo imbroglio. La maggioranza dei grandi partiti ci sono immersi fino al collo. Chi di loro non ha ricevuto milioni dalla Petrobras e dalle ditte appaltatrici per le sue campagne? Perché il pubblico ministero, la polizia federale e il giudice Sergio Moro non indagano su di loro visto che pretendono ripulire il paese? Qualcuno di questi candidati ha per caso venduto la sua casa di campagna, la sua fazenda o qualche altro bene immobile per finanziare la sua campagna milionaria? Si sono finanziati in nero, pratica illegale ma ricorrente nella nostra democrazia a basso voltaggio.

E’ ingenuo e fuorviante pensare che queste istanze, comprendendo anche i vari livelli della giustizia fino ai piani più alti, non siano imbevuti di intenzioni e di ideologia. Facciamolo dire ai classici della ideologia come Jurgen Habermas e Michel Foucault che hanno dimostrato non esistere nessuno spazio sociale immune da interessi e con questo al discorso della ideologia e che non sia mosso da nessuno scopo. E’ proprio del discorso occultato dei golpisti che enfatizzano la completa indipendenza di queste istanze e il loro carattere di imparzialità. La realtà del passato e del presente rivela ben altro.

Un determinato proposito ideologico dei vari organi di potere vincolato al potere poliziesco, giuridico e alle supreme corti in combutta con mezzi di comunicazione privati di ambito nazionale, di riconosciuto carattere conservatore, quando non addirittura reazionario e antipopolare, servirebbe da cinghia di trasmissione con relazioni tra tutti con l’intenzione di garantire un certo tipo di ordine che sempre li ha beneficiati e che adesso con il PT e alleati è stata posta in scacco.

Perché il tentativo sistematico di annientare l’appeal di Lula , condotto in stato di arresto per deporre nella PF, dopo di averlo già fatto prima per tre volte? E’ la volontà perversa di distruggerlo come punto di riferimento di tutti coloro che vedono in lui il politico venuto dagli sprofondi del nostro paese, sopravvissuto alla fame e che, finalmente, col suo carisma è entrato nella stanza dei bottoni. Lui ha restituito la cosa più importante alle persone : la loro dignità. Il popolo era sempre stimato dai padroni del potere, come un caipira , plebe rozza e claque ignorante , scarto. Paziente stanco della loro politica e di vedere frustrata la speranza di miglioramenti minimi; la riconciliazione tre le classi, tonica della nostra società politica, è sempre servita per appianare il cammino dei gruppi forti e negare benefici al popolo. Con il PT c’è stata un’inversione in questa logica escludente.

Ora viene a galla lo stesso proposito delle classi che non hanno accettato che un giorno sarebbero stati disarcionati. Ora vogliono tornare a qualsiasi costo. Si rendono conto che, per via elettorale non ci riusciranno, a causa della mediocrità dei loro capi e per mancanza di un progetto qualsiasi che restituisca al popolo la speranza, succubi come sono del potere imperiale globalizzato. Vogliono riuscire a manipolare le leggi, suscitando odio e intolleranza come mai è esistita in simili proporzione nella nostra storia. E’ la lotta di classe, sì. Questo tema non è sorpassato. Non è una trovata. È un dato della realtà, basta vedere quello che si dice nei media sociali. Pare che la bocca dell’inferno si sia aperta alle parolacce, alla mancanza di rispetto, alla voglia di demonizzare l’altro.

La politica non è fatta di confronto di idee, di progetti politici e di letture differenti della nostra situazione di crisi, che non è solo nostra ma del mondo. E’ qualcosa di più perverso: è la volontà di distruggere Lula, di liquidare il PT e metterlo contro il popolo. Temono che Lula ritorni per completare le politiche che sono state buone per grandi masse brasiliane e che hanno restituito coscienza e dignità. Quello che i padroni del potere temono di più è un popolo che pensa. Lo vogliono ignorante per poterlo dominare ideologicamente e politicamente e così garantire a se stessi una situazione di privilegio.

Ma non ci riusciranno. Sono tanto ottusi e scarsi di creatività nella loro fame di potere, che usano le stesse tattiche del 1954 contro Vargas o del 1964 contro Jango. Si trattava sempre di contenere entro certi limiti le proteste del popolo che richiedeva più diritti, il che implicava una riduzione di privilegi e un perfezionamento della democrazia. Ma i tempi sono altri. Non potranno prosperare perché c’è già un accumulo di coscienza e di pressione popolare che li porterà a essere derisi, nonostante i loro tromboni mediatici, dei veri “scarabei” che mettono insieme quello che trovano di difettoso per continuare a mentire, a distorcere, a inventare scenari drammatici per erodere la speranza popolare e così raggiungere il loro ritorno con la forza e non attraverso il diritto democratico. Tuttavia “ no, no pasaran”….

*Leonardo Boff non è iscritto al PT, ma interessato ai destini dei più deboli della nostra patria che il PT ha aiutato a tirarsi fuori dalla miseria.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

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