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l Cristo Cosmico: una spiritualità dell’universo

10/10/2016
Una delle ricerche più persistenti tra gli scienziati che in genere provengono dalle scienze della Terra e della vita è l’unità del tutto. Dicono: “dobbiamo identificare la formula che spiega tutto e così catturare la mente di Dio”. Questa ricerca ha il nome di “Grande Teoria Unificata” o “Teoria Quantistica dei Campi”, oppure il nome pomposo di “La Teoria del Tutto”. Per più sforzi che fanno tutti finiscono per frustrarsi o come il grande matematico Stephen Hawking, lasciando per impossibile questa pretensione. L’universo è per di più complesso per afferrarlo da una singola formula.
Tuttavia, la ricerca sulle particelle subatomiche, oltre un centinaio, e le energie primordiali, si è resa conto che tutti si riferiscono al cosiddetto “Vuoto quantico”, che di vuoto ha nulla perché è la pienezza di tutte le potenzialità. Da questo Fondo senza fondo sono emerse tutti gli esseri e l’intero universo. Esso è rappresentato come un vasto oceano di energia e di potenzialità, senza confini. Altri lo chiamano “Fonte originale delle esseri” o “l’Abisso alimentatore di tutto”.
È interessante notare che uno dei più grandi cosmologi, Brian Swimme, lo chiama l’Ineffabile e Misterioso (Il cuore nascosto del Cosmo, 1996). Bene, queste sono le caratteristiche che le religioni attribuiscono alla Realtà Ultima, che è chiamata da un migliaio di nomi, Tao, Signore, Allah, Olorum, Dio. Il Vuoto gravido di Energia, se non è Dio (Dio è sempre più grande) è la sua migliore metafora e rappresentazione.
Lo fondamentale non è la materia, ma il vuoto gravido. È una delle emergenze di questa Fonte originale. Thomas Berry, il grande ecologo/cosmologo americano, ha scritto: “Abbiamo bisogno di sentire che ci carica la stessa energia che ha fatto sorgere le Terra, le stelle e le galassie. Quella stessa energia ha fatto sorgere tutte le forme di vita e la coscienza reflessa degli umani. Lei è quella che ispira i poeti, pensatori e artisti di tutti i tempi. Siamo immersi in un oceano di energia che va oltre la nostra comprensione. Ma in ultima analisi, questa energia appartiene a noi, non per il dominio ma per l’invocazione “(La Grande Opera 1999, 175), vale a dire, aprendoci ad esso.
Se è così, tutto ciò che esiste è una emergenza di questa energia Fontale: culture, religioni, il cristianesimo stesso e anche figure come Gesù, Mosè, Buddha e ognuno di noi. Tutti veniva essendo gestato nel processo cosmogenico nella misura in cui surgivano ordini più complessi sempre più interiorizzati e interconnessi con tutti gli esseri. Quando viene dato certo livello di accumulo di questa energia di fondo, poi si verifica l’emergenza dei fatti storici e di ogni singola persona.
Chi ha visto questa gestazione di Cristo nel cosmo è stato il paleontologo e mistico Teilhard de Chardin (1955), che ha conciliato la fede cristiana con l’idea di evoluzione estesa e la nuova cosmologia. Egli distingue lo “cristico” dello “cristiano”. Lo cristico è presentato come un fatto oggettivo nel processo di evoluzione. Sarebbe un vincolo che collega tutto con tutto. Perché era dentro di lei potrebbe irrumpere un giorno nella storia la figura di Gesù di Nazareth, quel attraverso il quale tutte le cose hanno la loro esistenza e consistenza, secondo le parole di San Paulo.
Così, quando lo cristico è riconosciuto e diventa soggettivamente contenuto della coscienza di un gruppo, diventa “cristiano”. Poi sorge il cristianesimo storico, fondato in Gesù, il Cristo, l’incarnazione dello cristico. Da ciò ne deriva che le sue radici ultime non sono nella Palestina del primo secolo, ma nel processo di evoluzione cosmica.
Sant’Agostino scrivendo a un filosofo pagano (Epistola 102) intuì questa verità: “L’ora chiamata la religione cristiana esisteva in precedenza e non era assente all’origine della razza umana fino a quando Cristo è venuto nella carne. Fu allora che la vera religione, che già esisteva, cominciò ad essere chiamata cristiana”.
Nel Buddismo si fa un argomento simile. C’è la la Buddità (la capacità di iluminare) che si veniva formando lungo il processo evolutivo fino a quando scoppiò in Siddhartha Gautama che divenne il Buddha. Questo potrebbe manifestarsi solo se stesso nella persona di Gautama perché la Buddità è stata in precedenza nel processo evolutivo. Allora divenne Budha come Gesù divenne il Cristo.
Quando questa comprensione è interiorizzata fino al punto di trasformare la nostra percezione delle cose, della natura, la Terra e l’universo, allora si apre la strada ad una esperienza spirituale cósmica di comunione con tutto e tutti. Abbiamo realizzato da questo cammino spirituale quello che i scienziati hanno cercato per mezzo della scienza: un legame che unisce tutto e lo porta avanti.

Leonardo Boff è articolista del JB on-line e ha scritto Il Vangelo di Cristo cósmico, 2010

Traduzione di S. Toppi e M. Gavito

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