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La vita come imperativo cosmico

01/11/2016

Attraverso i secoli gli scienziati hanno cercato di spiegare l’universo mediante leggi fisiche espresse in equazioni matematiche. L’universo era rappresentato come una macchina immensa che funziona sempre in modo stabile. La vita e la coscienza non avevano posto in questo paradigma. Erano tema delle religioni.

Ma tutto è cambiato quando dagli anni ’20 del secolo scorso, l’astronomo Hubble ha dimostrato che lo stato naturale dell’universo non è la stabilità, ma il cambiamento. L’universo ha cominciato ad espandersi dalla esplosione di un punto estremamente piccolo ma immensamente caldo e pieno di energia: il big bang. Da lì si formarono i quark e i leptoni, le particelle elementari che, una volta combinate, hanno dato origine ai protoni e ai neutroni, alla base degli atomi. E da loro, tutte le cose.

Espansione, auto-organizzazione, complessità e emergere di ordini sempre più sofisticati sono le caratteristiche dell’universo. E la vita?

Non sappiamo come appare la vita. Quello che possiamo dire è che la Terra e l’intero universo hanno lavorato miliardi e miliardi di anni per creare le condizioni per la nascita di questa bella creatura che è la vita. È fragile, perché può facilmente diventare malata e morire. Ma è anche forte, perché fino ad oggi nulla, né i vulcani, né i terremoti, né le meteore o le decimazioni di massa di epoche passate, sono stati in grado di estinguerla completamente.

Perché la vita potesse emergere era necessario che l’universo fosse stato dotato di tre qualità: ordine, proveniente del caos, complessità, originata da esseri semplici e informazioni, per le connessioni di tutti con tutti. Ma mancava ancora un dato: la creazione di mattoni con cui costruire la casa della vita. Questi mattoni sono stati forgiati nel cuore delle grande stelle rosse che ardevano da diversi miliardi di anni. Sono gli acidi e gli altri elementi chimici che permettono tutte le combinazioni e tutte le trasformazioni. Quindi non c’è vita senza la presenza di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto, ferro, fosforo ed i 92 elementi della scala periodica di Mendeleev.

Quando questi vari elementi si uniscono, formano quello che noi chiamiamo la molecola, la parte più piccola della materia vivente. L’unione con altre molecole crea gli organismi e gli organi che compongono gli essere viventi, dai batteri agli esseri umani.

È stato merito di Ilya Prigorine, premio Nobel per la Chimica del 1977, avere dimostrato che la vita risulta dalle dinamiche di auto-organizzazione intrinseche del proprio universo. Ha inoltre rivelato che c’è una fabbrica che produce continuamente la vita. Il motore centrale di questa fabbrica della vita è formato da un insieme di 20 aminoacidi e 4 basi azotate.

Gli aminoacidi sono un agglomerato di acidi combinati che permettono alla vita di nascere. Essi sono costituiti da quattro basi di azoto che agiscono come una sorta di quattro tipi di cemento che uniscono i mattoni formando case le più diverse. E’ la biodiversità.

Quindi abbiamo lo stesso codice genetico di base che istituisce l’unità sacra della vita, dai micro-organismi agli esseri umani. Siamo tutti, infatti, cugini e cugine, fratelli e sorelle, come dice il Papa nella sua enciclica sulla ecologia integrale (n.92), perché veniamo formati dagli stessi 20 aminoacidi e quattro basi azotate (adenina, timina, guanina e citosina).

Ma c’era bisogno di una culla che accogliesse la vita: l’atmosfera e la biosfera con tutti gli elementi essenziali per la vita: carbonio, ossigeno, metano, acido solforico, azoto e altro.

Date queste premesse, ecco che 3,8 miliardi di anni fa, è successo qualcosa di portentoso. Forse dal mare o da una palude primitiva in cui gorgogliavano tutti gli elementi come una specie di zuppa, improvvisamente, sotto l’azione di un grande fulmine dal cielo, irruppe la vita.

Misteriosamente lei è lì da 3,8 miliardi di anni: su questo piccolo pianeta Terra, in un sistema solare di quinta grandezza, in un angolo della nostra galassia, a 29.000 anni luce dal centro di essa, è capitato il fatto più singolare della evoluzione: l’irruzione della vita. Lei è la madre originale di tutti i viventi, la vera Eva. Da lei discendono tutti gli altri esseri viventi, anche noi umani, un sub-capitolo del capitolo della vita: la nostra vita cosciente.

Infine, oserei dire con il biologo, anche premio Nobel, Christian de Duve e con il cosmologo Brian Swimme, che l’universo sarebbe incompleto senza la vita. Ogni volta che si raggiunge un certo livello di complessità, la vita emerge come un imperativo cosmico, in qualsiasi parte dell’universo.

Dobbiamo superare l’idea comune che l’universo è solo una cosa fisica e morta con un pizzico di vita per completare il quadro. Si tratta di una conoscenza scarsa e falsa. L’universo sembra essere pieno di vita e per questo esiste, come la accogliente culla della vita, in particolare la nostra.

*Leonardo Boff ha scritto insieme a M. Hathaway Il Tao della Liberazione, premiato nel 2010 negli Stati Uniti con la medaglia d’oro della nuova scienza e della cosmologia.

Traduzione di S. Toppi e M. Gavito

2 Comentários leave one →
  1. Ivanovitch Medina permalink
    02/11/2016 17:59

    Blog do Ivanovitch 2: Os homens são irmãos humanos http://blogdoivanovitch.blogspot.com/2015/02/os-homens-sao-irmaos-humanos-bh.html?spref=tw

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