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LA TOLLERANZA NECESSARIA E URGENTE

25/02/2017

Oggi nel mondo e anche in Brasile, impera

molta intolleranza verso qualche partito come il

PT e nei confronti di quell’area socialista o

comunista. Intolleranza grave, a volte criminale,

che alcune chiese neo pentecostali diffondono e

alimentano  contro le religioni  afro-brasiliane,

demonizzandole  e perfino invadendo e

danneggiando i  loro ”terreiros”, come avvenuto

in  Bahia alcuni anni fa. C’è intolleranza che

porta al crimine specialmente contro il gruppo

LGBT. Vittima di intolleranza è anche papa

Francesco, attaccato e calunniato perfino con

manifesti affissi su muri di Roma, perché si

mostra  misericordioso e accogliente con tutti,

specialmente con gli emarginati, cosa che i

conservatori non sono abituati   a vedere nelle

rappresentazioni tradizionali di un papa.

 

Il cristianesimo delle origini, della tradizione

di  Gesù storico –  contrariamente all’intolleranza

della  Inquisizione e di una visione

esclusivamente  dottrinaria della fede – era

estremamente tollerante. Gesù ci ha insegnato

che dobbiamo tollerare che il loglio cresca

insieme col grano.  Soltanto alla mietitura si fa la

separazione.   Pietro, già scelto come Apostolo,

seguiva costumi dei Giudei, che  non dovevano

entrare nelle case dei pagani, non potevano

mangiare certi cibi, che li avrebbero resi impuri.

Ma una volta che un Ufficiale romano,  di nome

Cornelio lo aveva invitato,  finì per fargli visita.

Così constatò la profonda umanità dell’Ufficiale

e le sue attenzioni verso i poveri. E concluse:

“Dio mi ha mostrato che nessun uomo

dev’essere considerato profano o impuro; ora

riconosco veramente che non esiste in Dio

nessuna discriminazione di persone, ma gli è

gradito, in qualsiasi nazione, chi ha rispetto

verso  Dio e pratica la giustizia (Atti, 10,28-35).

 

Da questo racconto si evince che il dialogo e

l’incontro tra persone, che cercano un

orientamento religioso, come nel caso

dell’Ufficiale romano, invalidano il preconcetto e

il tabu che rendono difficile il contatto con chi è

diverso.

 

Di fatti è dimostrato che Dio viene

infallibilmente incontrato là  dove “c’è rispetto

per il sacro e dove si pratica la giustizia”, poco

importa la  denominazione religiosa. Inoltre

Gesù insegna che  adorare Dio  va oltre il tempio

perché i veri adoratori devono adorare il Padre in

spirito e verità e questi sono coloro che il Padre

vuole (Gv 4, 23). Esiste pertanto la religione dello

spirito, cioè tutti quelli che vivono valori non

certezza sul cammino che conduce a Dio.

materiali e sono fedeli alla verità, stanno con

Ognuno, secondo la sua cultura e tradizione vive

a modo suo la vita spirituale e si orienta sotto la

guida della verità. Questi merita di essere

rispettato e positivamente tollerato.

 

Mi pare  che non esista una tolleranza maggiore

di quest’atteggiamento di Gesù, abbandonato

nel corso della  storia dalla chiesa-potere

istituzionalizzato (che è parte della chiesa-

popolo di Dio)  che discriminò giudei, pagani,

eretici e numerosi altri condannati al rogo

dall’Inquisizione. In Brasile abbiamo il caso

clamoroso del Padre Gabriele Malagrida (1689-

1761) che lavorò come missionario nel nord del

Brasile, ma per ragioni politiche fu garrotato a

Lisbona dall’Inquisizione, e, dopo morto, “il suo

corpo sia bruciato e ridotto in polvere e cenere,

affinché di lui e della sua tomba non resti

nessun ricordo”.

 

Ecco un esempio di perfetta intolleranza oggi

riesumata  dallo Stato Islamico (ISIS) che sgola

chi non si converte all’islamismo

fondamentalista da loro praticato.

 

Infine, cos’è  la tolleranza  tanto violata ai

nostri giorni?

 

Ci sono due tipi fondamentali di tolleranza,

una passiva, l’altra attiva.

 

La tolleranza passiva  rappresenta

l’atteggiamento di chi accetta la coesistenza con

l’altro, non perché lo desideri e  colga qualche

valore  in questo, ma semplicemente perché non

può farne a meno.

 

La tolleranza attiva consiste

nell’atteggiamento di chi positivamente convive

con l’altro perché lo rispetta e riesce a vedere le

sue ricchezze, che senza il diverso giammai

vedrebbe. Intravede le possibilità della

condivisione e di partnership e così’ si

arricchisce a contatto e nella  convivenza con

l’altro.

 

Esiste un dato innegabile: nessuno è

uguale a un altro, tutti hanno un segno

personalizzante. Per questo esiste la

biodiversità, milioni di forme di vita. Lo stesso

succede, e più profondamente, a livello umano.

Qui le differenze mostrano la ricchezza

dell’unica e medesima Umanità. Possiamo

essere umani in molti modi.

 

L’essere umano deve essere tollerante

come tutta  la realtà lo è. L’intolleranza sarà

sempre una deviazione e una patologia e tale va

considerata. Produce effetti distruttivi, per il

fatto di non accettare le differenze.

 

La tolleranza è la virtù che soggiace alla

democrazia. La democrazia funziona se ci sono

tolleranza  e differenze  partitiche,  ideologiche o

altre,  riconosciute come tali. Insieme alla

tolleranza sta la volontà di cercare convergenze

attraverso  dibattiti e disposizione a

compromessi che sono la forma civile e pacifica

di ridurre conflitti e opposizioni. Questo è l’ideale

ancora da esplorare.

 

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.

‪ 

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