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La forza politica della speranza nell’attuale congiuntura

17/06/2017

Tempi di sprotezione sociale. C’è stata una specie di terremoto, provocato, questa volta non dalla natura ma proprio dalla politica.
C’è stato un golpe di classe degli arricchiti che vedevano i loro privilegi intaccati dalle migliorie introdotte dalle politiche sociali dei governi del PT che avevano permesso agli esclusi di occupare posti a loro prima interdetti.
Per questo hanno usato il Parlamento, come i militari nel 1964.
La destituzione della Presidentessa Dilma, eletta democraticamente, è servita ai progetti di queste élites economiche (0,05% della popolazione, secondo i dati IPEA) implicava l’occupazione degli organi dello Stato e così garantiva il loro status storico sociale fatto sulla base di privilegi e compromessi. Sdoganata lo corruzione, non avevano più scrupoli a modificare la Costituzione e a introdurre riforme che hanno strappato ai lavoratori i loro diritti e hanno cambiato radicalmente i benefici della Previdenza.
La corruzione in un primo momento scoperta dallo spionaggio statunitense e perfezionata dal nostro sistema giuridico ha permesso di istituire un processo giudiziale identificato col nome di Lava Jato. Così si è scoperta una trama inimmaginabile di corruzione che attraversa tutte le grandi imprese, dalle statali a quelle private, fondi e altri¡ organi nella logica del patrimonialismo. La corruzione identificata è stata di tal ordine da scandalizzare il mondo. E’ arrivata a trascinare al fallimento Stati come Rio de Janeiro.
Io stesso con molti altri, dal mese di dicembre del 2016 non stiamo ricevendo le nostre spettanze di professori universitari in attività o in pensione.
La conseguenza è la rovina politica, giuridica e istituzionale. E’ ingannevole dire che le istituzioni funzionano. Sono tutte contaminate dalla corruzione. La giustizia è vergognosamente parziale specialmente il giustiziere Sergio Moro e buona parte del Pubblico Ministero, appoggiati da una stampa reazionaria con zero obblighi verso la verità. Questa giustizia rivela senza imbarazzo una furia incontrollabile di persecuzione nei riguardi del’ex Presidente Lula e del suo partito, il PT, il maggiore del paese. Il vero obiettivo è la volontà di fiaccare la sua incontestabile leadership, macchiare la sua biografia e in ogni modo impedire che si ricandidi. Si vuole spremere forzosamente una condanna, fondata più su opinioni che su prove concrete, il che impedirebbe la sua candidatura che gode della preferenza della maggioranza.
La conseguenza è un sofferto vuoto di speranza. Ma è necessario riscattare il carattere politico-trasformatore della speranza. Ernst Bloch, il grande pensatore della speranza parla del principio-speranza che è più della virtù comune della speranza. E’ quell’impulso che ci abita, che sempre ci tiene in movimento, che progetta sogni e utopie e dai suoi fallimenti sa distillare motivi di resistenza e di lotta.
A sant’Agostino che è forse il maggior pensatore cristiano, grande creatore di slogan dobbiamo questa sentenza: “La speranza ha due care figlie: l’indignazione e il coraggio: l’indignazione c’insegna a rifiutare le cose come stanno; il coraggio c’insegna a cambiarle”.
In questo momento dobbiamo evocare, in primo luogo la figlia-indignazione contro quello che il governo Temer sta perpetrando in modo criminale contro il popolo, contro gl’indigeni, contro i lavoratori della terra, contro le donne, contro gli anziani, privandoli dei loro diritti, ributtando indietro milioni che dalla povertà stanno scivolando nella miseria. E non sfugge a questo, processo la sovranità nazionale, visto che il governo Temer permette di vendere a stranieri terre nazionali.
Se il governo offende il popolo, questo ha il diritto di evocare la figlia-indignazione e non dargli tregua, ma nelle strade e nelle piazze esigere che se ne vada a casa,visto che è accusato di crimini di corruzione e frutto di un golpe e pertanto mancante di legittimità.
La figlia-coraggio si mostra nella volontà di cambiamento, nonostante gli scontri che potranno essere pericolosi. E’ lei che ci mantiene su di giri, ci sostiene nella, lotta e può condurci alla vittoria.
Dobbiamo seguire il consiglio di don Chisciotte: “no hay que aceptar las derrotas sin antes dar todas las batallas”.
C’è un dato di cui bisogna tener conto sempre: la realtà non è soltanto ciò che sta a portata di mano come fatto. Il reale è più che il fattuale. Il reale nasconde in sé delle virtualità e possibilità nascoste che possono essere tirate fuori, per farne fatti nuovi.
Una di queste possibilità è evocare il primo articolo della Costituzione che recita: “Ogni potere emana dal popolo”. Governanti e politici sono soltanto delegati del popolo. Quando questi tradiscono, non rappresentano più gl’interessi generali, ma quelli delle imprese che finanziano la loro elezione. Il popolo ha diritto di allontanarli dal potere mediante elezioni dirette subito.
“Via Temer, elezioni dirette subito”, non è uno slogan di gruppettari, ma di grandi moltitudini. La figlia-coraggio deve esigere per diritto questa opzione, l’unica che può garantire autorità e credibilità a un governo, capace di tirarci fuori da questa crisi.
Le due figlie della speranza potranno utilizzare come propria questa frase di Camus: “Nel pieno dell’inverno ho imparato che dentro di me abita una primavera invincibile”.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

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3 Comentários leave one →
  1. Gerd Schnepel permalink
    20/06/2017 10:13

    Estimado don Leonardo, he leído sus comentarios sobre Nicaragua, el canal, el padre Escoto … Usted es muy  mal informado sobre ese país y su “sistema político”, o realmente con intención no quiere ver un montón de cosas. https://www.youtube.com/watch?v=_81zJbdLHw8

    Y leer diariamente http://www.confidencial.com.ni y además tal vez http://www.envio.org.ni/ ¡o habla con el colega de usted, el obispo Silvio Báez!

    La izquierda en Nicaragua todavía le espera, y los restos de la teología de la liberación, también.

    • 25/06/2017 16:19

      Gerd, usted debe informarse mejor. Por dos veces he esclarecido mi posición y no vuelvo al mismo tema.

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