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Come spiegarsi la spaventosa mancanza di coscienza dei corrotti

03/07/2017

Che cosa resta della coscienza dei corrotti che rubano milioni dalle casse dello Stato o di quella di un impresario che gonfia per milioni le fatture dei suo progetti o sgancia mazzette milionarie ai funzionari dello Stato? Peggio: come è ridotta la coscienza di quei perversi che sviano centinaia di milioni destinati alla Sanità? E quei disumani che falsificano i farmaci e condannano a morte quelli che ne hanno bisogno? E non scordiamo gli sciagurati che strappano la merenda dalla bocca degli scolari, sapendo che per molti poveri è l’unico pasto per tutto il giorno. Molti di questi corrotti sono stati semplicemente denunciati e tutto è finito lì, con una risata idiota. Non raramente sono cristiani e cattolici che con i loro crimini continuano a mantenere Cristo in croce nel corpo dei crocifissi di questo mondo.

Per capire questa malvagità dobbiamo considerare realisticamente la condizione umana. Essa è simultaneamente dia-bolica e sim-bolica, compassionevole e perversa. Nella parlata concreta di Sant’Agostino, in ciascun di noi c’è una porzione di Cristo, l’uomo nuovo, e una porzione di Adamo, l’uomo vecchio. Dipende dal progetto con cui programmiamo l’uso della nostra libertà se dare spazio a all’uno o all’altro. Così può venire fuori una persona onesta, giusta, amante del vero e del bene. E può, venir fuori una persona malvagia, corrotta e distante da tutto quel che è buono e giusto.

Ma non necessariamente le cose dovevano andare così. Nel più profondo del nostro essere, nonostante ambiguità riferita, vige una prima natura che si esprime attraverso una bontà sorgiva, con preferenza verso il giusto e il vero. Quanto più entriamo nella nostra singolarità, più ci rendiamo conto che questa è la nostra essenza vera, la nostra natura primaria.

Senza sapere come e perché, qualcosa è avvenuto nel nostro processo antropogenico, sfida permanente a tutti i pensatori religiosi e ai filosofi di tutte le tendenze e di tutte le tradizioni, che ha fatto sì che la nostra prima natura cadesse e si pervertisse. Emanuele Kant costatava che siamo un legno contorto da cui non si riesce a ricavare una tavola diritta.

Abbiamo sviluppato, di conseguenza una seconda natura, composta di malvagità di ogni tipo. Questa terminologia si trova già in S.Agostino e san Tommaso d’Aquino, più tardi ripresa da Pascal e da Hegel. Essa compare in tutti i popoli e istituzioni, me finora a un certo punto in ciascuno di noi. Essa risulta da una sequenza continua e uniforme delle nostre cattive abitudini generando una vera cultura della distorsione. E’ la cultura del negativo in noi. E’ il regno della corruzione naturalizzata.

Cerchiamo di personalizzare questa seconda natura. Se uno è abituato a mentire, a rubare a corrompere attivamente e a lasciarsi corrompere passivamente finisce che crea per sé una seconda natura. Ruba ma non si rende conto di quanto questa sua pratica sia perversa e antietica perché danneggia gli altri e il bene comune. Pratica tutto questo senza colpa né rimorsi, perché in lui, la corruzione è diventata naturale, una seconda natura. Continuano ad essere facce di bronzo come osserviamo nei nostri corrotti che dimagriscono, non per la cattiva coscienza che li corrode dal di dentro ma per le pessime condizioni delle nostre prigioni.

Oltre questo dato della condition humaine decadente, il sociologo Jessè Souza in un libro che sta per essere pubblicato: L’elite del ritardo: dalla schiavitù à Lava-jato ci fornisce un dato della nostra stessa storia: la schiavitù. La schiavitù reificava gli schiavi considerandoli pezzi di ricambio, oggetti di violenza e di disprezzo “La loro funzione era vendere energia muscolare come animali” (J.Souza). Questo disprezzo è stato trasferito ai nordestini ai poveri in generale e a quelli del LGBT tra gli altri discriminati.

In tempi recenti, buona parte degli arricchiti si è sentita minacciata dal salto sociale di questi condannati della terra; ha cominciato a irritarsi perché li vedeva negli shoppingcenters e negli aereoporti: per quelli bastava l’autobus. L’aereo, mai. Qui non si tratta di corruzione finanziaria, ma di corruzione delle menti e dei cuori che rendono le persone disumane.

Finalmente a causa di un cambiamento nella nostra politica davanti ai crimini dei colletti bianchi, i padroni delle grandi imprese e altri politici che avevano accumulato ricchezze in gran parte attraverso la corruzione, stanno sentendo il peso della giustizia, il rigore delle prigioni e il disprezzo generale. Stanno dietro alle sbarre, fatto inedito nella nostra storia.

La sofferenza dà sempre dure lezioni. Magari attraverso le sofferenze, la prima natura, la coscienza venisse a galla e scoprissero di essere ostaggi della seconda natura decadente creata da loro stessi, e cambiassero il senso da dare alla vita e restituissero i soldi rubati.

E come teologo dico: “nel momento supremo della loro vita, affronteranno tremanti il volto delle vittime che hanno accumulato con la loro corruzione e che sono morte prima del tempo, anzi in verità da loro sono state assassinate. Le ricchezze non li salveranno. E allora, come andrà a finire?

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato

 

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One Comment leave one →
  1. Marizia Lippi permalink
    03/07/2017 15:57

    “Aqueles que acolherem interiormente a Palavra de Cristo nele exultarão eternamente.”(Liturgia das Horas).

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