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La crisi Brasiliana alla luce della teoria del caos

17/06/2018

Molti anni fa, studiosi impegnati nelle scienze della vita e dell’universo, cominciarono a lavorare con la categoria del caos. All’inizio anche Einstein faceva parte del gruppo che immaginava un universo statico e regolato da leggi deterministiche. Ma sempre risultavano elementi che non s’inquadravano nello schema. Per armonizzare la teoria, Einstein creò “il principio cosmologico” cosa di cui più tardi si sarebbe pentito perché non spiegava niente e manteneva la teoria standard di un universo lineare inalterato. Con l’avvento della nuova cosmologia cambiò completamente idea e cominciò a figurarsi il mondo in un processo ininterrotto di mutazioni e auto-creazioni.

Tutto cominciò con l’osservazione di fenomeni aleatori tipo formazione delle nuvole e particolarmente quello che finì per chiamarsi effetto farfalla (piccole modificazione iniziali, e come lo sfarfallio delle ali di una farfalla in Brasile, può provocare una tempesta a New York) la costatazione della crescente complessità che sta alla radice dell’ emergere di forme di vita sempre più in alto. (Cf. J. Gleick, Caos: creazione di una nuova scienza, 1989).

Il significato è il seguente: dietro al caos presente si nascondono dimensioni di ordine. E vice-versa, dietro all’ordine si nascondono dimensioni di caos. Ilya Prigogine (1917-2003) premio Nobel per la chimica nel 1977, studiò particolarmente le condizioni che permettono l’emergere della vita. Secondo questo grande scienziato, tutte le volte che esiste un sistema aperto e tutte le volte che c’è una situazione di caos, (lontana dall’equilibrio) e sia in vigore una non-linearità e la connettività tra le parti che genera un nuovo ordine vitale. (Cf. Order out of chaos, 1984).

Questo processo conosce biforcazioni e fluttuazioni. Per questo l’ordine non è dato a priori, ma dipende da vari fattori che lo portano in una direzione o in un’altra.

Abbiamo fatto tutte queste riflessioni in modo estremamente sommario (ci vorrebbero pagine e pagine) per aiutarci a capire meglio la crisi Brasiliana. Innegabilmente viviamo in una situazione di caos completo. Nessuno può dire dove stiamo andando. Ci sono molti incroci. Toccherà agli attori sociali determinare la direzione che non rappresenti la continuità col passato causa di questo caos. Sappiamo che sta nascosto dentro a questo un altro ordine più alto e più valido. Chi saprà sviscerarlo e contribuire al superamento del caos? Qui si tratta, a mio modo di vedere questa crisi, e di liquidare quanto c’è di perverso nel lascito della Casa Grande interpretato dal rentismo di pochi miliardari che controllano gran parte delle nostre finanze. Queste sono il maggiore ostacolo al superamento della crisi.

Anzi, loro ci hanno guadagnato con questa crisi. Non offrono nessun aiuto per superarla. E possiedono alleati forti a cominciare dall’ attuale occupante della Presidenza e del sistema giudiziario poco sensibile alla crudele ingiustizia sociale e al superamento storico della stessa.

Abbiamo bisogno di costituire un fronte ampio di forze progressiste e nemiche della neo colonizzazione del paese per estrarre il nuovo ordine e nascosto nel caos attuale ma che vuole nascere. Dobbiamo operare questo stesso parto anche se è doloroso. Caso contrario, continueremo a essere ostaggi e vittime di coloro che hanno sempre pensato corporativamente solo per stessi voltando spalle, come fanno pure al giorno d’oggi, contro il popolo.

Il caos non è mai soltanto caotico. È generatore di un ordine nuovo. L’universo è nato da un tremendo caos iniziale (big bang). L’evoluzione c’è stata e c’è ancora per mettere in ordine in questo caos. Dobbiamo imitare l’universo e costruire un nuovo ordine che includa tutti, a partire dagli ultimi.

*Leonardo Boff ha scritto Brasil: concluir a refundaçao ou prolongar a dependencia, Vozes 2018.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.

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