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Come è urgente il “ Pace e Bene” di san Francesco nel Brasile di oggi

09/10/2018

Nel nostro paese, all’interno di un ambiente di molto odio, distruzione di biografie e menzogne di ogni tipo, serve ricorrere allo spirito di san Francesco di Assisi alla sua famosa Orazione per la Pace e al suo saluto “Pace e Bene”. Era un essere che aveva purificato il suo cuore da ogni traccia d’ombra, diventando “il cuore universale… perché per lui qualsiasi creatura era sorella unita a questa per fili di tenerezza come scrive papa Francesco nella sua enciclica ecologica (n.10 e 11). Dovunque passasse, salutava le persone con il suo “Pace e Bene”, saluto entrato nella storia soprattutto dei frati che cominciano le loro lettere augurando Pace e Bene.

Ha costruito legami di fraternità con il Signor fratello Sole e con la Signora Madre Terra. Questa figura singolare è una delle più luminose che il Cristianesimo e il mondo occidentale abbiano prodotto. C’è qualcuno che lo chiama “l’ultimo cristiano” o il primo dopo l’Unico, cioè dopo Cristo Gesù’.

Con certezza possiamo dire che quando il cardinal Bergoglio scelse il nome di Francesco, intendeva attualizzare un progetto di società pacifica, di fratelli e sorelle, riconciliati con tutti i fratelli e sorelle della natura e di tutti i popoli. Al tempo stesso pensava a una chiesa nella linea dello spirito di san Francesco che era l’opposto del progetto di chiesa del suo tempo che si esprimeva col potere temporale quasi su tutta l’Europa fino alla Russia, con cattedrali immense, sontuosi palazzi enormi abbazie.

San Francesco optò per vivere il vangelo puro, alla lettera, nella più radicale povertà, in una semplicità quasi ingenua, con l’umiltà che lo teneva ancorato alla terra, al livello dei più disprezzati dalla società, vivendo insieme a lebbrosi, mangiando con loro nella stessa scodella.
Per quel tipo di Chiesa e di società confessa esplicitamente: “Voglio essere ‘un novellus pazzus’, un nuovo pazzo” pazzo per il Cristo povero e per “Madonna” povertà come espressione di libertà totale: nulla essere, nulla avere, nulla potere lui si attribuisce questa frase: poco desidero e il poco che io desidero è poco. In verità era niente.

Si considerava “idiota, meschino, miserabile e vile”. A dispetto di tutte le pressioni esterne di Roma e di quelle interne dei suoi stessi confratelli che volevano conventi e regole, mai rinunciò al suo sogno di seguire in modo radicale Gesù, povero insieme ai più poveri. L’umiltà illimitata e la povertà radicale gli permisero un’esistenza che viene incontro alle nostre indagini.

È possibile riscattare la cura e il rispetto verso la natura? È possibile una società senza odio, che includa tutti come lui ha fatto?: col sultano d’Egitto che lui incontrò nella Crociata, con una banda di briganti, col lupo feroce di Gubbio e perfino con sorella Morte?

Francesco ha dimostrato questa possibilità e la sua realizzazione, facendosi radicalmente umile. Si mise sullo stesso terreno (humus=umiltà) e ai piedi di ogni creatura considerandola sua sorella, inaugurò una fraternità senza confini: in basso con gli ultimi, a fianco degli altri simili, senza guardare se erano Papi o servi della gleba, in su col sole la luna e le stelle, figli e figlie dello stesso Padre buono.

La povertà e l’umiltà praticate in questo modo non hanno nulla di bigotto, suppongono una condizione previa: il rispetto illimitato davanti a qualsiasi essere. Pieno di devozione, spostava gli animaletti che incontrava sui sentieri, perché non fossero calpestati, fasciava un rametto sciancato, perché si riprendesse, d’inverno dava da mangiare alle api, che volavano lì in giro affamate.

Non rinnegò l’humus originale e le radici oscure da cui noi tutti veniamo. Rinunciando a qualsiasi proprietà di beni o di interessi, andava incontro agli altri a mani vuote e cuore puro, offrendo loro solo il Pace e Bene, cortesia e amore pieno di tenerezza.

La comunità di pace universale nasce quando ci mettiamo con grande umiltà nel grembo della creazione, rispettando tutte le forme di vita e ogni essere, perché tutti e ciascuno possiedono valore in se stessi, prima del loro valore d’uso. Questa comunità cosmica, fondata sul rispetto illimitato, costituisce il presupposto necessario per la fraternità umana, oggi sfinita dall’odio e dalla discriminazione dei più vulnerabili del nostro paese. Senza questo rispetto e questa fraternità difficilmente la Costituzione e la dichiarazione dei Diritti Umani avranno efficacia. Ci saranno sempre violazioni, per ragioni etniche, di genere altre.

Questo spirito di pace e Fraternità, potrà animare la nostra preoccupazione ecologica per la salvaguardia di ogni specie di ogni animale o pianta, perché sono nostri fratelli e nostre sorelle. Senza un’autentica fraternità mai arriveremo a formare una famiglia umana che abita la nostra “Sorella e Madre Terra”, nostra Casa Comune con molti riguardi.

Questa fraternità di pace è realizzabile. Tutti siamo sapiens e demens, ma possiamo far sì che il sapiens che è in noi umanizzi la nostra società divisa che dovrà ripetere ”dove c’è odio che io porti l’amore”. Questo vale per il momento attuale di Brasile che corre il rischio di essere governato por un fascista JaIr Bolsonaro.

*Leonardo Boff, Teologo, ex Frate, ma sempre francescano ha commentato “La preghiera semplice di Francesco”, (Cittadella, 2005).

Traduzione di Romano Baraglia – Lidia Arato

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One Comment leave one →
  1. Ruy Campos permalink
    10/10/2018 9:45

    Então, recorrer às preces do Frei Francisco é louvável quando se tem aberrações!!! há muitas distorções ao preceito democrático!!!

    Curtir

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