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L’ANIMA BRASILIANA È MALATA

13/04/2019

Tutto ciò che è sano può ammalare. La malattia rimanda sempre alla salute. Questo è il riferimento maggiore e fonda la dimensione essenziale della vita nella sua normalità.

Le dilacerazioni sociali, le ondate di odio, le offese, gli insulti, e parole di bassa lega stanno spopolando nei media sociali o digitali e addirittura nei discorsi pubblici rivelano che l’anima brasiliana è ammalata.

Le più alte istanze del potere comunicano con la popolazione usando notizie false (fake news) bugie dirette e immagini che si inscrivono nel codice della pornografia e della scurrilità. Questo atteggiamento rivela la mancanza di decenza e del sentimento di dignità e rispettabilità propri delle più alte cariche di una nazione. In fondo si è perso un valore essenziale, il rispetto di se stessi e degli altri, marchio imprescindibile di una società civilizzata. La ragione di questo disvio si deve al fatto che la dimensione del “Numinoso” si è oscurata. Il “Numinoso” (numen), in latino è il lato sacro delle cose si rivela attraverso esperienze che ci coinvolgono totalmente e che conferiscono densità alla vita anche in mezzo alle maggiori sofferenze. Esso detiene un immenso potere trasformatore. L’esperienza tra due persone che si amano e la passione che le rende affascinanti configurano un’esperienza del Numinoso. L’incontro profondo con una persona che in mezzo una grave crisi esistenziale ci ha acceso una luce, rappresenta un’esperienza del Numinoso. Lo scontro davanti a una persona, portatrice di carisma, per la sua parola convincente o per le sue azioni coraggiose ci evoca la dimensioni del Numinoso. La presenza ineffabile che fa sentire davanti alla grandeur dell’universo o di una notte stellata suscita in noi il Numinoso. Ugualmente gli occhi brillanti e profondi di un neonato.

Il Numinoso non è una cosa ma la risonanza delle cose che toccano il profondo del nostro essere e che per questo diventano preziose. Si trasformano in simboli che ci rimandano a Qualcosa che sta al di là di loro stesse. Le cose oltre ad essere quello che sono si trasfigurano in realtà simboliche, piene di significati. Da un lato ci affascinano e attraggono e dal’ altro lato ci riempiono di rispetto e venerazione. E se producono in noi un nuovo stato di coscienza e perfezionano i nostri comportamenti.

Questo Numinoso nel linguaggio dei mistici come del maggiore di loro, Mastro Eckhart, o di Teresa d’Avila,e pure della psicologia del profondo secondo la concezione di C.G.Jung è rappresentato dal Sole interiore o dal nostro centro irradiatore. Il Sole possiede la funzione di archetipo centrale. Come il Sole attira nella sua orbità tutti i pianeti, così l’archetipo-Sole satellizza intorno a sé i nostri significati più profondi. Esso costituisce il centro vivo e irradiante della nostra interiorità. Il centro è un dato-sintesi della totalità della nostra vita che si impone da sé. Esso parla dentro di noi, ci avverte, ci appoggia e come il Grande Vecchio o la Grande Vecchia ci consigliano di seguire il cammino più sicuro. E così mai saremo defraudati.

L’essere umano può chiudersi a questo Centro o a questo Sole. Può perfino negarli, ma mai potrà annientarli. Essi stanno lì come una realtà immanente all’anima.

Questo Centro o il suo archetipo, il Sole, ci conferiscono equilibrio, armonia personale e sociale e la convivenza dei contrari senza esacerbarsi per l’intolleranza e per comportamenti di esclusione.

Ora, è stato questo Centro che è andato perduto nell’anima Brasiliana. Abbiamo offuscato il Sole interiore nonostante che esso, continuamente, sta lì presente, come il Cristo sul Corcovado. Anche nascosto in mezzo alle nuvole esso rimane sempre lassù a braccia aperte. Cosi il nostro Sole interiore.

Quando abbiamo perduto il nostro Centro offuscato l’irradiazione interiore, abbiamo perduto l’equilibrio e la giusta misura, basi di qualunque etica della società e di qualsiasi tipo di convivenza. Squilibrati, siamo andati errando, pronunciando parole disconnesse da ogni civiltà e ordine. Siamo diventati più piccoli e abbandoniamo la legge aurea di ogni etica: “tratta umanamente tutti e ciascuno degli esseri umani”. In questo momento in Brasile moltissimi non trattano umanamente i loro simili. Da eventuali avversari nel campo delle opzioni politiche o sessuali sono diventati nemici da combattere e, eventualmente, da sterminare.

Dobbiamo urgentemente curare la nostra anima ferita riscattare il nostro Centro il nostro Sole interiore mediante l’accoglienza delle differenze senza permettere che diventino diseguaglianze attraverso il dialogo aperto, di empatia davanti a coloro che soffrono di più. Come diceva il profilo di una donna intelligente nel Twiter: “se ci mettiamo noi al posto dell’altro, facciamo del mondo (della società) un luogo per tutti”. Questa è la nostra urgenza, se non vogliamo conoscere la barbarie.

*Leonardo Boff, teologo e filosofo, ha scritto Spiritualità per un altro mondo possibile. Ospitalità, convivenza, convivialità, Queriniana 2009.

Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.

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